Galateo e bon ton - Quando si va in crociera - I fatti

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Galateo e bon ton
QUANDO SI VA IN CROCIERA
Le buone maniere non vanno in vacanza
di Rosanna Palumbo

Carissimi lettori,
con la bella stagione e con il caldo afoso di questi giorni credo che parecchi di noi vorrebbero fare un viaggio, specialmente in nave, non solo per conoscere nuove località, ma anche per godere la splendida brezza che soffia sui ponti più alti. Allora, come ci si comporta su di una nave? Nell’ambito di una crociera valgono tutte le norme della buona educazione. L’educazione è importante per vivere al meglio qualsiasi vacanza, tuttavia è fondamentale per un viaggio in crociera, dove gli spazi sono circoscritti; le parole d’ordine sono quindi: bon-ton ed eleganza. Il comportamento da tenere sulla nave è da equiparare a quello che si esprime in un albergo di lusso. Essere gentili con tutti a bordo nave e scambiare qualche parola con gli altri ospiti equivale ad essere cordiali. A tavola, tenere sempre un comportamento corretto ed un tono di voce adeguato, senza mostrare quella confidenza eccessiva con persone appena conosciute. Vanno rigorosamente evitate domande troppo intime e personali, né intavolate conversazioni su argomenti eccessivamente impegnativi, per non risultare invadenti, logorroici o pesanti. Un altro aspetto da tenere presente riguarda l’abbigliamento. Innanzitutto è bene imparare a distinguere la zona piscina dalla zona “albergo”. In costume e ciabatte si circola solo nei dintorni del solarium e della vasca; proprio per questo, niente fronzoli, tacchi vertiginosi, gioielli, bijoux vistosi e profumi pesanti a bordo piscina. Durante il giorno è opportuno indossare una tenuta sportiva; la sera ci si cambia sempre d’abito e, dalle 18 in poi, l’abbigliamento si fa più formale. La dicitura “serata di gala” va rispettata, negli eventi molto formali s’indossa l’abito da sera per le signore, preferibilmente lungo, e per i signori lo smoking. Il comandante della nave è da equiparare al padrone di casa, ed è bene ricordare che va mantenuta una certa formalità: gesti confidenziali, pacche sulle spalle, ed espressioni colloquiali sono considerati inappropriati. L’etichetta vuole che ci si rivolga dandogli del Lei e chiamandolo “comandante”. Per il soggiorno e per le mance ci si regola come in un hotel. Bon vojage.
 
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