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Mediazione familiare
IO SO CHE TU SAI CHE IO SO
Quando l’ amicizia genera mostri
di Titty Ficuciello

Quanto ci si può esprimere con un amico? Certo è che l’amicizia è un bene prezioso che va salvaguardato come una specie di animale in via d’estinzione, come certe piante che vanno protette per evitare che le intemperie le brucino, come la casa che va curata affinché il tempo non la distrugga e ci crolli addosso. Allegorie a parte, l’amicizia è la più bella e semplice tra le cose capace però di generare situazioni a struttura complessa. Si pensi a grandi scienziati la cui amicizia con altri ha prodotto scoperte indispensabil per l’umanità. Negli stati di necessità, in guerra per esempio, dove l’orrore, la paura e il bisogno hanno fatto nascere amicizie lunghe una vita. Si pensi all’amicizia tra Gesù e degli estranei, poi apostoli, che ne hanno condiviso le idee e la vita facendone un Credo.
Insomma perdonate la digressione sull’amicizia ma il tema è scottante come l’aria di questa torrida estate.
La presenza di una donna e le relazioni che ne conseguono, potrebbero mutare la direzione e il peso di un’amicizia tra uomini. La storia. Due fraterni amici, uno di loro conosce on line una donna di un paese lontano. L’amico che ha conosciuto la donna lontana chiede all’altro di vederla quando, per lavoro, questo si recherà proprio nel paese della ragazza. L’amico e la donna si incontrano, lui le porge dei doni inviati per l’occasione dal suo innamorato. La ragazza ne è felice.
Al suo ritorno l’amico dice che da vicino è bella dentro e fuori sotto tutti i punti di vista. La storia prosegue fino ad un felice matrimonio. E’ sua moglie da anni però ogni volta che incontrano l’amico litigano per un nonnulla. L’amico fa le solite battute ”ma come te lo sei sposato, se non fosse stato per me, non ti merita, è troppo bella”. Il marito si innervosisce se lei ride. “Cosa mai avranno fatto insieme in quei giorni. Perché fa sempre quelle battute, vorrebbe stare al posto mio? Cosa le avrà detto, cosa le avrà fatto? Perché lei ride?”
Amico, tua moglie non è una macchina e il tuo amico non è andato lì per testarne il motore e la carrozzeria per verificare prestazione e rendimento.
Il bello lo racconta lei. “Quando l’amico è venuto in viaggio nel mio paese recandomi un dono di colui che già consideravo il mio amore, ero felice. E il suo amico ha trascorso una serata con me parlandomi di lui, della loro amicizia e di quanto fosse una splendida persona. Sembrava quasi che dai suoi racconti si materializzasse lì accanto a me. Gliene sarò grata per tutta la vita”.
 
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