Le elezioni europee si stanno avvicinando velocemente. La cultura è sempre stata ed è uno dei fattori unificatori dell’Europa.

Cineasti e personalità del mondo del cinema di tutta Europa si sono incontrati durante il Festival di Cannes per pubblicare un Manifesto che sottolinea l’importanza del voto nelle prossime elezioni europee.

Il manifesto, avviato da French Film Directors’ Guild (SRF), Directors’ Fortnight, European Film Academy (EFA), Federazione dei registi europei (FERA) e Society of Audiovisual Authors (SAA) ha circa 400 firmatari.

Tra gli italiani: Daniele Luchetti, Monica Guerritore, Marco Tullio Giordana e Valeria Golino.

Oggi alle 17.30, di fronte alla Malmaison, sede del Directors’ Fortnight, il Manifesto é stato annunciato e letto ad alta voce da Céline Sciamma e altri registi. L’evento ha riunito registi, autori e figure chiave del mondo del cinema di tutta Europa.

L’Europa non è perfetta, è vero.
A volte l’accusiamo, a buon diritto, di non avere né anima né emozioni e di utilizzare una lingua che pochi di noi capiscono.
Le rimproveriamo di non essere all’altezza delle crisi ecologiche, sociali e politiche che la affliggono al giorno d’oggi, di non essere all’altezza del dramma dei rifugiati. 
Eppure, nonostante le sue debolezze e le sue carenze, troviamo in lei anche umanità e bellezza. E ci sforziamo di descriverla ricorrendo a immagini delicate e utilizzando una lingua più facilmente comprensibile a tutti i popoli che la compongono.
Non dimentichiamo che l’Europa si è unita per la pace. Dai sei membri iniziali, si è allargata fino ad abbracciare 28 paesi, che formano un’unione unica e fonte di ispirazione per tutta l’umanità. 
Questa Unione si è fondata sull’abolizione delle frontiere, la libera circolazione, lo scambio, la fratellanza e la solidarietà, valori oggi minacciati da ogni parte, anche al suo interno.
Ma questa è anche l’Unione della cultura, vera e propria ambizione per un’Europa in cui innovazione e creazione sono da sempre le colonne portanti.
Un’Europa libera e democratica è anche un’Europa caratterizzata da libertà di pensiero e di espressione. È nostro dovere difenderla dall’assalto degli estremismi e dalla mentalità codina, che tornano a diffondersi come la peste. 
Questo fragile equilibrio, dobbiamo consolidarlo e migliorarlo, opponendoci a quanti intendono distruggerlo con fratture e rinunce, cercando di sottrarsi o di isolarsi.
Alla domanda: come costruire un’Europa desiderabile, un’Europa in grado di radunare, un’Europa aperta che offra uno spazio di libertà e di pace? dobbiamo rispondere con l’impegno, guidando la lotta delle idee per evitare quella delle armi.
Dal 23 al 26 maggio, in occasione delle elezioni europee, rechiamoci alle urne. È in gioco il nostro futuro comune, anzi il nostro stesso futuro. 
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