Categorie: News

IL RICORDO DI GIUSEPPE ACONE A UN ANNO DALLA SCOMPARSA

 

 

di Ornella Trotta

A un anno dalla scomparsa del professore Acone il ricordo di un maestro riporta a un vuoto, a un’assenza. Da pochi mesi siamo passati dalla carta al web, una scelta editoriale dolorosa, ma necessaria compiuta senza i consigli del Maestro, non possiamo sapere cosa avrebbe detto. A me piace immaginarlo come un angelo lieto del paradiso. Ripubblico un ricordo e lo corredo con delle foto che descrivono la nostra vita di redazione, quella privata delle feste e degli scambi di auguri e quelle pubbliche.

Come può un’allieva raccontare un maestro? Nel legame docente discente c’è sempre qualcosa che rimanda al rapporto padre figlio, una relazione che si ripete. Il Professore l’ho conosciuto venti anni fa, quando fondò l’associazione “Campagna, progetto cultura”. Quota associativa ventimila lire al mese. I cittadini campagnesi hanno un attaccamento viscerale al proprio borgo. Perché Campagna è davvero bella e, anche se girano il mondo, poi  tornano sempre e restano. Prima di allora lo avevo conosciuto studiandone i libri. Ero contenta di quel suo progetto, lo feci mio. Cominciai a intervistarlo per La Città, per Agire.

Da sinistra Dina Gaeta, Antonio Luongo, Giuseppe Trivisone, Enza Gibboni, Giulio Gibboni, Ornella Trotta, Giuseppe Acone, Titty Ficuciello e Carmine De Nardo

Una volta mi corresse un grave errore: paideia, l’avevo scritto senza la prima i. Mi vergognai. Quel refuso era gravissimo, lo percepii come mancanza di rispetto per un uomo che aveva dato tutto se stesso alla paideia. Arrossii quando me lo fece notare con una lunga e rimproverante digressione. Abitava a Eboli, in via Guido Dorso, al primo piano di un palazzo di periferia. Mi dava appuntamento nel tardo pomeriggio, nel suo salone pieno di libri.

Uno scambio di auguri in redazione

Mi tremavano le gambe quando mi avvicinavo al citofono, mi emozionavo, ma ci andavo con gioia. Imparai che andare dal professore significava andare a lezione anche per me che ero laureata in lettere e facevo la giornalista. “Perché non ti sei laureata con me?” Mi diceva: “Amo i classici, mi piace la letteratura latina”. “Dimmi cara, cosa leggi? “Leggo La Stampa perché me l’hanno consigliato alla scuola di giornalismo e Il Mattino per conoscere la cronaca regionale”. Ma il Professore leggeva Il Corriere della Sera. “Tesoro, devi leggere Il Corriere, è l’unico in grado di darti un’idea completa, di calarti nel dibattito culturale nazionale”. Abbandonai La Stampa. Aveva diretto riviste scientifiche di pregio. Da qualche anno si era traferito a Campagna, la sua città natale. Mi fu vicino con grande entusiasmo quando fondai “I Fatti”. “Un giornale è una bella esperienza, brava direttrice!”.

Dal numero zero al numero settantanove la firma di Giuseppe Acone ha impreziosito la  rivista. Ottanta numeri, ottanta giornali di carta. Puntuale arrivava la sua telefonata ad ogni uscita: “Brava Direttrice, hai fatto un buon numero”.

Quello che non andava me lo diceva subito dopo, mi correggeva con garbo. Recentemente avevamo tolto l’indice: “Stai attenta, l’indice conferisce qualità alla rivista. E’ un errore da non fare”. Abbiamo spesso discusso sui destinatari,  di nicchia per il Professore, più divulgativa per me. “Non puoi ridurlo a rotocalco, a giornaletto di provincia”. Qualche mese fa aveva smesso di scrivere, la malattia lo stava aggredendo. Ma non riuscivo ad andare in stampa senza il suo contributo, soprattutto non volevo scrivere la locandina della rivista senza digitare “PEDAGOGIA di Giuseppe Acone”. Lo chiamai: “Professore, non posso mandare in stampa la rivista senza il vostro articolo. Devo scrivere la locandina”.

Giuseppe Acone, Eduardo Scotti e Ornella Trotta

Gli parlavo con il voi, come siamo soliti fare noi del Sud con le persone a cui vogliamo bene. Le forze gli venivano meno, ma lo invitavo a continuare a vivere, a crederci ancora. Mi ascoltò e scrisse per noi. Provavo a portargli messaggi di ottimismo, di incoraggiamento: “Mi condanna la genetica, cara. Non me lo dicono, ma li vedo, mi accorgo che la mia ora sta arrivando”.  Aveva ragione lui, ancora una volta.

stampa
Ornella Trotta

Articoli recenti

EBOLI BUSKERS FESTIVAL 2019- LA RASSEGNA INTERNAZIONALE DEGLI I ARTISTI DI STRADA

Venerdì 19 e sabato 20 luglio, WEBOLI, in collaborazione con il Comune ed il Liceo Artistico, organizza la V edizione…

2 ore fa

CONCLUSASI CON UN GRANDE SUCCESSO LA XX EDIZIONE DI “EBOLI IN BEACH”

Eboli si conferma capitale degli Sport sulla sabbia. Migliaia di spettatori in piazza della Repubblica per le giornate di "Eboli…

15 ore fa

UNIVERSIADI, L’ORO SI FERMA AD EBOLI: L’ITALVOLLEY MASCHILE SUL PODIO PIÙ ALTO

I ragazzi del Volley maschile hanno conquistato la medaglia d'Oro in un Palasele gremito da oltre cinquemila spettatori. Eboli vince…

2 giorni fa

CORRIROCCADASPIDE ECCO CHI HA VINTO

Cala il sipario sulla CorriRoccadaspide, gara podistica tra le più apprezzate a livello regionale e valevole quale ottava tappa del…

3 giorni fa

CANZONE D’AUTORE IL 16 LUGLIO CON CONCATO E DI SABATINO

Al complesso Monumentale S. Giovanni di Cava de’ Tirreni martedi 16 luglio alle ore 22.00, con la grande musica d’autore di Fabio Concato e Paolo…

3 giorni fa

I 60 ANNI DI SACERDOZIO DI MONSIGNOR VINCENZO CAPONIGRO

Un anniversario storico, un’altra pagina felice per la nostra Città.Presente anche il neo Arcivescovo di Salerno Andrea Bellandi.

3 giorni fa