Campagna: un “busto marmoreo” in memoria di Bettino Craxi
Campagna — By admin on agosto 6, 2010 at 15:48Fu Gennaro Rizzo ad inviare lo
scorso 26 gennaio, al sindaco,
ai consiglieri comunali ed agli
amministratori una “Proposta
di iniziativa commemorativa
per Bettino Craxi”. Il Consiglio
Comunale del 24 giugno
ha votato una delibera, che
sta facendo discutere molto in
città e non solo. All’unanimità
dei presenti, 17 consiglieri
e lo stesso primo cittadino,
ovvero un’opposizione unita
e compatta e la restante parte
della maggioranza di centrosinistra,
perché prima del voto
ben tre consiglieri PD, Avagliano,
Liberato e D’Ambrosio,
in segno di dissenso uscirono
dall’aula consiliare.
Intanto in città e sul web
monta la protesta, per dire no
al busto è nato il comitato “Ad
onor del vero…ripristino della
verità”, con il chiaro obiettivo
di far annullare la delibera
“incriminata”.
“Non neghiamo che il Decreto
del 14 Settembre 1983 porta la
fi rma dell’allora Presidente del
Consiglio dei Ministri – osservano
dal Comitato – ma, mol
to probabilmente, di fronte a
prove documentate dall’amministrazione
dell’epoca, fu
concretizzato un atto dovuto,
fu cioè fi rmato un qualcosa
che rendeva giustizia alla città
di Campagna. Quindi, non
un favore, né tantomeno un
molimbroglio,
altrimenti, se ciò
fosse stato vero, le opposizioni
parlamentari avrebbere contestato
quel decreto. Ecco perché
esso passò senza che nessuno
si opponesse”. Alla luce di tutto
ciò, secondo il Comitato,
“non è assolutamente vero che
Craxi ha fi rmato qualcosa di
illegale, né ha fatto regali alla
città, ha semplicemente messo
una fi rma sotto un decreto che
era stato stilato a seguito di richieste
documentate dall’amministrazione
PSI-PCI, che
nell’estate del 1981 era subentrata
a quelle democristiane
dell’immediato post-sisma, e
che fu riconfermata con maggiori
consensi alle amministrative
del Novembre dell’82”.
Defi nire, poi, Craxi un eroe,
tanto da meritarsi, secondo
chi ha votato la delibera del
24 giugno, un monumento,
ce ne passa!
Non dimentichiamo, e lo diciamo
senza vis polemica “che
è morto da latitante e non da
rifugiato politico”. Anche su
questo il neo-nato sodalizio
chiede “che venga ristabilita la
verità storica, non fosse altro
perché in genere i busti si erigono
per gli eroi e non aff atto
per i latitanti”.
Per Biagio Luongo, sindaco
PD di Campagna, il busto
marmoreo sarebbe – bontà sua
- già “una proposta ridimensionata
e strettamente connessa
ad alcune garanzie”, visto
che, in un primo momento,
era stata chiesta l’intitolazione
“di una piazza o di una strada”.
Bruno Avagliano uno dei
tre consiglieri che si è allontanato
al momento del voto
aff erma: “Ho abbandonato
l’aula consiliare l’ho fatto in
segno di profondo dissenso,
in quanto ritengo che simili
dimostrazioni di devozione
vadano attribuite a chi ha fatto
della propria vita un mirabile
esempio di eccezionali ed
elette virtù morali e civili, di
chi si è contaddistinto per cristianità,
nobiltà di sentimenti
e fratellanza umana, e non
di chi come Bettino Craxi è
fuggito dall’Italia per sottrarsi
all’esecuzione delle condanne
penali infl ittegli per molteplici
reati.
Quindi, nel porre pieno rispetto
alla persona, all’uomo
Bettino Craxi, preferirei che
tali e simili riconoscimenti
fossero conferiti a grandi e
veri servitori dello stato e dei
popoli come Giovanni Palatucci,
Giovanni Falcone e Paolo
Borsellino. Infi ne, concludo
col dire che è preoccupante
che la nostra società tenda ad
esaltare chi nella propria funzione
di amministratore pubblico
faccia il proprio dovere.
Bettino Craxi in occasione del
sisma dell 1980 non ha fatto
niente altro che il proprio dovere
di Presidente del Consiglio.
Far passare la normalità
per eccezioanlità, dimostra
quanto i cittadini siano abituati
ad un sistema politico e
culturale malato. La politica
deve essere esclusivamente
un servizio alla collettività”


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