40 anni dopo la rivolta del 9 aprile
Battipaglia — By admin on aprile 29, 2010 at 14:54
Conoscete la storia delle rivolte del’69 a Battipaglia? Il 54% degli intervistatiha detto no. Il sondaggio lo harealizzato e pubblicato il sito www.battipagliaonline.comSono trascorsi 40 anni da quel 9aprile 1969 e naturalmente sonomoltissime le persone che rispondendoal sondaggio hanno meno diquesta età. Noi ci rivolgiamo principalmentea loro.Il ‘69 era un periodo particolare, digrandi lotte ideologiche ma anchedi grandi manifestazioni contro ilGoverno in un periodo di recessioneeconomica. Le aziende erano incrisi e chiudevano in continuazione.A Battipaglia la maggior parte dellepersone vivevano grazie al lavorodei tabacchifi ci ATI e dello zuccherificio. Il primo era già in crisi e letabacchine, così venivano chiamatele donne che ci lavoravano, erano insciopero da tempo. Si voleva cambiareil tipo di tabacco da coltivaree in quel modo le lavoratrici sarebberostate dimezzate del 50%. Inquesto periodo di diffi coltà dove giàavevano chiuso i battenti i conservifici Baratta, Gambardella, D’Amatoe D’Agostino, 2000 familgie eranostate ridotte al lastrico, giunge anchela perdita di posti di lavoro nelle duestoriche fabbriche.La sera dell’8 aprile il Consiglio Comunalesi riunisce per discuterne. Laproposta che viene votata è uno scioperogenerale per l’indomani mentreuna delegazione del Sindaco sarebbeandata a Roma. La cronaca la raccontaVincenzo Campagna nel libro“La rivolta di Battipaglia”.La mattina del 9 aprile i primi manifestantiin via Roma trovano lapolizia schierata all’imbocco del passaggioa livello. Il commissario diedel’ordine di caricare. La gente rimasesdegnata e stupita. Ancora tre squillidi tromba ed ecco un’altra carica. Aquesto punto i manifestanti inizianoa difendersi e non c’è modo di piegarlicon i manganelli. Nel frattempoarrivano altri manifestanti che decidonodi occupare la stazione. Altriancora si avviano verso l’autostradaper occuparla.Non ci fu una cabina di regia deimoti di Battipaglia, ciò che mosse imanifestanti non fu altro che il disagiosociale, dovuto a cause economicheprofonde. In quella rivolta c’eratutto il malcontento di persone chenon avevano più nulla da perdere.Sapevano che perdere quelle altredue aziende sarebbe stato il tracollodefi nitivo della città.Nella tarda mattinata mentre tuttosembrava tranquillo sull’autostradai celerini attaccarono i manifestantidi Paolo Sgroiail commissariato. I poliziotti visto ilpericolo scapparono per i vicoli dellacittà ricevendo insulti dalla popolazione,nella fuga lasciarono camioefermarono molte persone. Subitocentinaia di dimostranti corsero inloro aiuto ma alla variante trovaronola polizia schierata al gran completo.Iniziarono i lanci di lacrimogeni ele cariche, prese il via una durissimabattaglia con lancio di pietre.I manifestanti rinforzarono le barricatee i poliziotti dovettero lasciaregli automezzi e ritirarsi a piedi. Gliscontri c’erano dappertutto, alla stazionei poliziotti dovettero anchequa arrendersi con le braccia alzatein segno di resa. Ma i rinforzi arrivavanoin continuazione nella città,nella piazza antistante il Comunela polizia guidava gli automezzi adalta velocità per disperdere i manifestanti.Ma anche qua sotto un fi ttolancio di pietre i poliziotti dovetteroritirarsi dentro il commissariato divia Gramsci.La reazione della polizia era ormaidisordinata e all’improvviso, quandonessuno se l’aspettava s’incominciò asparare. Morirono Teresa Ricciardi eCarmine Citro. La donna fu colpitada un proiettile all’interno della suaabitazione e il giovane in via Mazzini.La rabbia arrivò all’apice ed alloraFoto tratta da “La rivolta di Battipaglia” opera di Vincenzo Campagna i dimostranti tentarono di incendiareTeresa Ricciardi e CarmineCitro persero la vita.BattipagliaFoto tratta da “La rivolta di Battipaglia” opera di Vincenzo Campagnanette e automezzi vari che furonotutti incendiati.In nottata arrivarono altre forze dellapolizia che imposero il coprifuoco.La mattina dopo la gente incominciòdi nuovo a manifestare e questavolta si unirono anche i cittadinipiù moderati. La popolazione chiesel’abbandono della città da parte dellapolizia e il rilascio dei fermati. Ilsindaco Domenico Vicinanza si feceportavoce delle richieste dei cittadini.I poliziotti ebbero l’ordine diabbandonare la città e lasciarono nelcommissariato molte armi che raccoltefurono consegnate ai Vigili Urbani.Il posto della polizia fu presodai Carabinieri a cui fu rivolto anchequalche applauso.Il giorno 11 aprile si svolsero i funeralidelle due vittime. Il 15 aprileci fu un dibattito parlamentare suimoti di Battipaglia, tante furono leaccuse al Governo che infi ne promisedi non chiudere i due opifi ci.Storia questa che tutti sanno comeandò a fi nire!RubricheSalute di Maria GranitoMondo Banca di Antonio MarinoLetti per voi di Paola MartinoAmbiente e natura di Alessia SaggeseSud popolo di emigranti di Paolo SgroiaMondo classico di Michele VigliottiMondo impresa di Antonio LuongoBiotecnologie di Costantina Trotta

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