Conte: “E’ necessario che la Valle del Sele diventi soggetto politico”
Eboli, Intervista — By admin on agosto 6, 2010 at 15:09Carmelo Conte, ex potente
ministro craxiano alle aree
urbane, ha le idee chiare, anzi
chiarissime. Ha riorganizzato
le fi la del Pd con i Riformisti
Democratici che si oppongono
alla leadership di Vincenzo
De Luca.
Onorevole, che cos’è Oltre?
L’iniziativa defi nita Oltre dei
giovani di Salerno riprende
il tema relativo al ruolo delle
generazioni. Com’è noto la
generazione post-sessantotto
è stata defi nita generazione
x, cioè generazione senza una
sua specifi cazione. Questi giovani
non sono diventati generazione,
quelli del Sessantotto
invece furono generazione
perché ebbero una missione
specifi ca.
Oltre propone un’alternativa?
Si, specie ora che i giovani si
pongano il problema di diventare
generazione anche in
campo politico, culturale e
letterario. Ci sono le condizioni
perché ci sia una Giovine
Campania o una Giovine
Salerno ma, non deve diventare
discriminante solo l’età. Un
asino di 20 anni è meno giovane
di un uomo di 80 anni.
Che cosa è mancato alla politica?
L’aspirazione dei giovani a
diventare generazione è utile
perché con Bassolino si è
chiusa una fase della politica
intesa come leadership.
La politica del leader non
consente la crescita di una
nuova generazione pensante.
Pensiamo alla leadership di
Bassolino, è stata particolarmente
dannosa perché all’inizio
della sua avventura istituzionale
era diventato una
speranza, penso al cosiddetto
Rinascimento napoletano cui
però non ha fatto seguito un
progetto”.
Manca un modello campano?
“Non c’è un modello campano,
c’è una crisi campana ma,
immaginare che di questa crisi
possa essere responsabile solo
Bassolino mi pare impossibile.
A chi attribuisce la responsabilità?
Credo ne siano responsabili
tutti i dirigenti dei partiti e in
particolare quelli della sinistra
perché hanno dato alla carica
di sindaco e di presidente della
regione una caratterizzazione
governatoriale che ha compresso
il ruolo delle assemblee
elettive, ha, di fatto, reciso il
rapporto tra le istituzioni e
l’opinione pubblica.
Anche De Luca si è posto
come leader.
L’interpretazione che ne ha
dato De Luca, fatte le debite
diff erenze, è molto simile a
quella di Bassolino.
Parliamo di Salerno?
A Salerno la carica di sindaco
è diventata assorbente di ogni
altra funzione politica tant’è
che il partito di riferimento,
prima i DS, ora il Pd sono diventati
per lo stesso De Luca
una sorta di impedimento, di
ostacolo e tuttavia ne è il dominus
dal 1980, ha controllato
prima il PCI, poi il PdS,
poi i DS.
De Luca dominus?
Si, ha identifi cato tutto con
la carica di sindaco di Salerno,
gli altri sindaci come se
non esistessero, vivono la realtà
del confi ne del proprio
comune. La prova De Luca
l’ha data in particolare per
l’area di Salerno, l’impostazione
originaria tendeva a fare di
Salerno un’area metropolitana
medio-piccola complementare
a quella di Napoli, questo
signifi cava mettere Salerno al
centro dell’area compresa tra
Vietri e Pontecagnano che si
estendesse fi no ai Picentini.
Invece tutto si è chiuso dentro
Salerno?
De Luca ha privilegiato la città
chiusa, tutto dentro le mura
della città immaginando che
una crescita esponenziale in
termini di abitanti potesse rafforzare
il ruolo del Comune di
Salerno, tutto questo vale anche
per il Crescent. Purtroppo
prevale l’idea della quantità
non della qualità. De Luca
rievoca un’idea della città che
aveva Menna senza la capacità
realizzativa di Menna che invece
immaginò una Salerno-
Metropoli, una Milano del
Sud che avesse una sua zona
industriale ed essendo egli
presidente dell’Isveimer, Istituto
per lo Sviluppo Industriale
del Mezzogiorno, a Salerno
sorsero molte industrie. Ora
non avendo un’idea del futuro
di Salerno ci si è concentrati
sull’arredo urbano suscitando
i consensi degli elettori.
Una sua idea di sviluppo della
Piana del Sele.
Ci sono 500 km quadrati tra i
più produttivi d’Italia e siccome
la Campania in agricoltura
concorre a circa un decimo
del PIL nazionale, realizziamo
circa un quarto della produzione
agricola campana. In
alcuni settori produttivi, per
esempio la quarta gamma, le
verdure, il carciofo, le fragole,
siamo leader europei. In Austria
il mercato del carciofo lo
fanno i nostri produttori. Ora
Carmelo Cont


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