Cecilia Francese:“Voglio continuare la mia battaglia politica”
Battipaglia — By admin on agosto 6, 2010 at 15:34Semplicità, grinta e tanta voglia
di adoperarsi sono le caratteristiche
che contraddistinguono
Cecilia Francese. L’abbiamo
incontrata per parlare di lei,
del suo impegno politico e dei
disagi che vive una donna che
decide di prender parte attiva
alla vita politica del proprio
paese. Alla domanda chi è Cecilia
Francese, ci ha risposto:
“È la fi glia di Giulio. Perché
mio padre è un personaggio
particolare in questa città. Un
uomo del popolo, un uomo
tra la gente. È una cittadina di
Battipaglia che a scuola veniva
ripresa perché in classe non
si interessava delle distinzioni
per ceto sociale e frequentava
tutti. Cecilia ama molto
la giustizia vorrebbe che tutti
stessero bene che non ci fossero
distinzioni tra chi può e
chi non può. “All’inizio della
campagna elettorale per queste
caratteristiche sono stata chiamata
Giovanna d’Arco mentre
quando lavoravo a Parigi
mi chiamavano madre Teresa
di Calcutta. Ho avuto sempre
questo carattere passionale,
forse troppo passionale e poco
razionale. Sono impulsiva e
vorrei cambiare subito le cose,
senza ragionare. Non voglio
perdere comunque la mia passionalità
e voglio continuare
ad essere un punto di riferimento
per le persone che ne
hanno bisogno”.
Perché il nome etica al vostro
movimento?
Perché stiamo attraversando
un momento storico in cui
l’etica viene meno nel rapporto
tra la gente, in politica
e nell’ambiente di lavoro. C’è
la volontà di riportare l’etica
alla politica e di avvicinarsi
alla gente, ai cittadini. Ci siamo
ispirati a cinque principi
etici sui quali si basa tutta la
nostra azione. Questi principi
son ostati votati inizialmente
in Consiglio Comunale e tutti
abbiamo fatto un accordo
programmatico. Oggi che al
sindaco non serve più il nostro
appoggio tutti i patti sono saltati
e nessuno di questi impegni
è stato rispettato.
Si può parlare di maggioranza
piena per il consiglio comunale?
La maggioranza c’è in consiglio
comunale, perché ci sono
i 18 yes man. Non c’è discussione
né dialogo, si alza uno
dei loro e ti dice se vi sta bene
è bene tanto i numeri li abbiamo
noi. Questo è il modo arrogante
con cui abbiamo a che
fare e non si può discutere su
nessun argomento perché è già
tutto stabilito; in consiglio arrivano
i pacchi preconfezionati.
Quando provo a discutere
vengo chiamata dissociata dalla
realtà ed in quanto tale sono
un nemico da battere. Non c’è
una vera sinistra nel consiglio
comunale. In un comunicato
abbiamo defi nito questo PD
un autobus. Abbiamo avuto
candidati del centrodestra della
precedente amministrazione
che hanno preso un autobus
che passava in quel momento,
il PD, vi si sono candidati,
sono stati eletti e dopo aver
ottenuto quello che volevano
si son dichiarati autonomi e
pronti a passare da chi li prende.
Cambio di casacca di cui
noi inizialmente avevamo avvertito
il sindaco. Tutto ciò ci
ha portati ad una situazione
di disaccordo dettata dal fatto
che il sindaco ha preferito la
politica di comprarsi i singoli
consiglieri e farsi affi ancare
da diciotto persone che fra di
loro non hanno nessun legame,
nessun collegamento ideologico.
Persone fra le quali
c’è anche guerra ma non se ne
importano perché ognuno di
loro ha un interesse e questo è
il principio fondamentale.
Secondo lei qual è la situazione
della donna in politica?
Siamo circondate da maschietti
misogeni. Basta vedere come
sono trattata per capire la situazione
delle donne, soprattutto
quando non sono manovrabili.
Questo sindaco cerca
di fare una commissione pari
opportunità con uno statuto
già stabilito ed io, unica donna,
non sono stata mai consultata.
Uno statuto che nessuno
legge, compresi gli amici
dell’opposizione. Ho preso la
parola durante un intervento
e ho detto che mi sento off esa
come donna ma la risposta
è stata che qualcuno in aula
leggeva il giornale e qualcun
altro mi derideva. Il sindaco si
è addirittura eletto presidente
per continuare a gestire il Comune
come quando lo faceva
da segretario. Sapere che avevano
davanti una donna inizialmente
li faceva sentire più
forti perché secondo loro la
donna è debole, ma ora hanno
capito il mio temperamento
e sanno che la gente di Battipaglia
mi conosce e conosce il
suo modo di operare.
Progetti per il futuro?
Voglio continuare questa battaglia.
Fin da piccola è sempre
stato spiccato in me il senso
della giustizia e della difesa del
più debole. Credo nella collaborazione
e se si concorda
sulle cose da fare, unendo le
forze si può fare molto, a prescindere
dal colore politico”.


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