A New York ho sentito l’affetto della comunità sacchese

Cultura — da ifatti il 08 gen 2011 alle 22:35

di Mariacarmela Salomone

L’estate scorsa sono stata negli Stati Uniti per seguire un corso di studi di tre mesi. Durante l’organizzazione del viaggio avvertivo forte l’ansia di trovarmi a gestire un soggiorno pieno di incognite, in una metropoli frenetica, sia pure bene organizzata.  Quantunque fiduciosa nelle mie possibilità organizzative, avvertivo tutto il disagio di dovermi gestire da sola, anche se intuivo di poter fare affidamento su persone amiche.  Al di là di ogni aspettativa, sin dal primo giorno, mi sono ritrovata circondata da persone molto affettuose e attente ad ogni mio bisogno. Mi riferisco alla Comunità sacchese a New York, in particolare a coloro che vivono nel White Stone, zona residenziale del Qeens, dove è stata creata una piccola Sacco al di là dell’oceano. Sin dall’inizio mi sono accorta di quanto sia importante per i Sacchesi d’America il significato della parola ospitalità: In tanti mi hanno dichiarato la loro disponibilità ad avermi presso le loro famiglie. Un grazie di cuore a tutti!   Ogni domenica, puntualmente, sono stata ospite di Antonio e Mario Macchiarulo, cari amici, che hanno “preteso” la mia presenza settimanale presso di loro per portare, come dicevano, un po’ di Sacco nelle loro case. Commovente ed imbarazzante è stata la loro attenzione per prevenire ogni mio possibile disagio. E’ evidente di come il fattore nostalgico accompagni la vita di chi, per scelte personali, ha ritenuto di doversi allontanare dai luoghi di origine!  L’esperienza americana è stata molto importante e proficua per me, dato che ho avuto modo anche di fare esperienze lavorative presso uno studio commercialistico importante di New York, grazie soprattutto  all’amico Pasquale Masullo che mi ha messo in contatto con il titolare, anch’egli tra l’altro, originario di Sacco.  La scuola che ho frequentato, accogliendo ragazzi di tutto il mondo, mi ha dato l’occasione di conoscere persone totalmente diverse da me, con abitudini, a volte, radicalmente opposte alle mie. È’ stato un momento di grande confronto, a volte faticoso, ma sicuramente formativo ed indimenticabile. 

Oltre la comunità Sacchese ringrazio anche quella Teggianese, che, nella persona del Presidente del Club di San Rocco, il sig. Rocco Mansolillo, si è dimostrata estremamente disponibile. Un saluto affettuoso va a tutti coloro, che con  il loro spirito di accoglienza hanno contribuito a far si che questo mio viaggio sia stato un’esperienza  gratificante.

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