UNO SGUARDO DI FIDUCIA AL FUTURO

Sele — da Maria Rosa Altilio il 08 gen 2011 alle 22:23

Intervista al Dott. Mino Pignata: assessore al Comune di Oliveto C. ed alla Comunità Montana Sele Tanagro. Consigliere per le politiche sociali e del lavoro del Presidente della Provincia di Salerno. Dal 1995 al 2004: Sindaco di Oliveto C. Dal 2004 al 2009: Presidente del Consiglio Provinciale. Fondatore e animatore instancabile del Premio Sele d’Oro.

-      In un contesto di crisi generalizzata, quale futuro, in termini economici e occupazionali, si può prevedere per il nostro contesto territoriale?

Abbiamo dei “valori” nel nostro territorio conquistati negli anni,  da salvaguardare  e promuovere e da cui occorre partire: il turismo termale,religioso,ambientale; il ricco paniere gastronomico (tartufo, salumi, olio, “fagiolo occhio nero”…); le quattro aree industriali nei Comuni di Buccino,Contursi Terme,Palomonte e Oliveto Citra, le  zone Artigianali PIP e gli splendidi centri storici dei nostri paesi,tra cui  la  villa d’ Ayala di Valva, l’ Antica Volcei di Buccino,la Cattedrale di Campagna, ecc. Altri importanti valori da salvaguardare, per tutelare la salute ed il benessere dei cittadini,sono: lOspedale ,il Piano di Zona S 10 di Palomonte e gli ambulatori distrettuali. Su tutti sottolineo uno straordinario patrimonio umano fatto di uomini e donne che amano e credono nella propria terra. Uniti,dunque,dobbiamo difendere con forza l’esistente e accettare le sfide del momento in cui viene richiesta maggiore  razionalizzazione della spesa pubblica,rigore e responsabilità.

Riguardo al turismo, è positiva l’iniziativa dei due Consorzi turistici e termali, ma che in un’area definita, come la nostra,  andrebbero unificati.

Penso ad un maggiore raccordo degli eventi culturali e di spettacolo organizzati nel nostro territorio. A questo proposito, in qualità di assessore al turismo della Comunità Montana,  ho contribuito alla stesura di due progetti che  sono stati finanziati con fondi europei(PSR) per un importo di circa cinquecentomila euro:”Nel nome di Maria”, un itinerario di musica, recitazione,spiritualità, incentrato sulla valorizzazione delle chiese dedicate alla Madonna,presenti in ognuno dei 16  paesi della Comunità Montana; 2)”Oro del Sele”: per la valorizzazione dei nostri prodotti e dei centri storici, attraverso attività musicali e teatrali. Entrambi gli interventi interesseranno tutto il nostro territorio, di cui si vorrebbe dare un’immagine unica e coordinata.

In merito alle aziende delle nostre aree industriali e dei PIP,dopo la stagione della programmazione negoziata(Contratto d’Area, Patto Territoriale), occorrerebbe ora accelerare le fasi conclusive del contratto d’area e utilizzare al meglio gli strumenti operativi che la Regione ha deliberato nel programma “Campania al lavoro!”, di cui sono già stati pubblicati i primi bandi. E’ questa un’ottima opportunità rivolta ai giovani, ai disoccupati, agli operatori sociali(Osa) e ai cassintegrati. Sono previsti contributi fino a 10.000 euro a fondo perduto, con sgravi fiscali per tre anni, per ogni azienda che assume. A tal proposito, l’Assessore Regionale, S. Nappi, sarà ospite ad Oliveto C. agli inizi di Febbraio  per un incontro-dibattito di approfondimento  su questo tema. Sarà l’occasione per presentare una proposta di “tavolo permanente” di concertazione locale fra rappresentanze imprenditoriali,sindacali ed Istituzioni Pubbliche, che dovrà monitorare continuamente i fabbisogni formativi e di lavoro dell’Area Sele- Tanagro e dare un’informazione puntuale sulle opportunità che via via si presenteranno a livello provinciale e regionale.

Il 2011 dovrà essere caratterizzato da questo lavoro comune, facendo tesoro di tutte le esperienze consolidate nel tempo e dei “valori “presenti sul nostro territorio, guardando al futuro con cauto ottimismo.

-Lei fa spesso riferimento all’unità territoriale, perché?

Credo sia fondamentale coniugare strategie e obiettivi di sviluppo elaborati a livello locale con la capacità di riuscire ad ottenere una rappresentanza politico-istituzionale della nostra Area, a livello provinciale,regionale e parlamentare(essendo l’unica nella provincia, a non averne). Data la differenza demografica con i grandi centri, solo con l’unione, si potrà realizzare il pieno sviluppo delle nostre zone interne. Ma quando parlo di unità, mi riferisco anche e soprattutto alla condivisione di progetti che ci riguardano, per il raggiungimento di obiettivi concreti, elidendo posizioni di parte che imprigionano nella rete dei pregiudizi e non fanno guardare oltre.

Da Presidente del Comitato Organizzatore, quale valore dà al Premio Sele d’Oro, anche in relazione al nostro Territorio al Sud Italia?

-      L’unicità della nostra esperienza consiste nel portare in primo piano un “Sud che fa”, lontano dagli stereotipi del Mezzogiorno come “Terra dell’eterno lamento”. Uno sguardo sulla realtà,appassionato e disincantato,come stimolo costante ad andare oltre i luoghi comuni.

Il Premio è nato con l’intento di divenire centro di diffusione per una nuova idea di Meridionalismo e valorizzare le potenzialità dei territori. Cos’è  il Nuovo Meridionalismo?

Il nuovo Meridionalismo è, per me, quello che mette in discussione se stesso, libero dai luoghi comuni, capace di recuperare le grandi intuizioni del passato e di guardare al presente, senza retorica. Sono contro gli esercizi sterili e apprezzo gli sforzi di quanti tentano una sintesi fra le idee e i fatti. “Il nostro problema è essere utili e la nostra ambizione è quella di meritarci il rispetto di chi crede nelle cose ”, scriveva Michele Tito. Ecco, da uomo delle Istituzioni locali e come operatore culturale, posso dire che è questa la mia idea di Meridionalismo.

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