di Marco Naponiello
Tutti ricorderanno lo sgradevole episodio di cui è stata vittima la giovane guardialinee Annalisa Moccia la settimana scorsa, durante la telecronaca di un incontro di calcio tra l’Agropoli e il Sant’Agnello per il campionato di Eccellenza, dov’è il telecronista ha usato degli improperi dal profilo sessista nei confronti della giovane arbitro di linea, apostrofando in maniera disdicevole le presunte in competenze della suddetta.
Una vasta eco di indignazione si sollevò contro le parole pronunciate dal telecronista, un giornalista di professione dal 1985, che sono state riprese e stigmatizzate dalle principali testate del Paese, affermazioni pesanti cui fece seguito l’immediata sospensione dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, autorevolmente guidato dal giornalista Ottavio Lucarelli.
Ebbene la ventottenne Annalisa Moccia non si è fatta abbattere nello spirito, pertanto circondata dall’affetto e dalla stima generale, dopo una settimana appena, è ritornata a calcare il prato verde; infatti è stata scelta nella triade dei giudici di gara, per l’incontro tra la Polisportiva Santa Maria e la Virtus Avellino, dove rientrando in terra cilentana, subito accolta da fiori e calore umano, da parte del Comune e dei sodalizi locali.
Commendevole e degna di nota a fine gara, la dichiarazione ufficiale rilasciata dalla società calcistica ospite, la Virtus Avellino :”Una grande giornata di Calcio,quello bello, quello che crea anticorpi contro l’ignoranza e la rozzezza!”
Si conclude cosi nel migliore dei modi una pagina di sport e di amicizia nell’accezione più nobile del termine, ricordando però come l’intolleranza vada sempre a braccetto con l’ignoranza, al contempo sottolineando l’attualità di una massima attribuita a Marco Tullio Cicerone, da ritenersi quanto mai appropriata “Le malattie sono due, contagiose, epidemiche e funeste per la società: la prima è la diarrea verbale, la seconda è la stitichezza mentale.”… Parole sante!




