Per i 151 anni una festa e le riflessioni del presidente Michele Calandriello
di Giuseppe Trivisone

Domenica 18 novembre 2018 è stato celebrato il 151esimo anniversario della fondazione della  Società Operaia di Mutuo Soccorso “Torquato Tasso” di Sala Consilina. Una grande festa con oltre duecento invitati per ritrovarsi intorno ai valori della libertà, della fratellanza e dell’uguaglianza.  Interessante e ricco di spunti rituale discorso del  presidente Michele Calandriello: “Ricordiamo u soci ch ci hanno asciato e quelli che vivono momenti di difficoltà. Portiamo avanti i valori della società operaia con lo stesso spirito dei fondatori; nostre priorità sono i giovani e la cultura”. Alla festa annuale erano presenti le delegazioni di Sant’Andrea di Conza e di Santa Maria di Castellabate. Per conoscerne meglio le attività abbiamo intervistato una colonna della Società Operaia, l’attivissimo, generoso e colto segretario Antonio Wancolle. Cosa erano le società operaia di mutuo soccorso? “Erano forme di società mutualistiche costruite per consentire agli operai e alle loro famiglie di poter far fronte agli eventi negativi della vita: disoccupazione, invalidità, malattia, morte, a fronte del versamento di moderate quote associative. Inoltre svolgevano un ruolo primario nell’istruzione operaia e nella diffusione delle idee liberali”. In che epoca sorsero queste società? “La loro diffusione fu legata all’unità di Italia. Mazzini e Garibaldi vollero la loro diffusione sull’intero territorio italiano e lo stesso Giuseppe Garibaldi fu presidente onorario della Torquato Tasso”. Premesso che il nostro meridione ha conosciuto nei secoli altre forme di mutualità, quale furono le note tipiche delle società operaie? “Scaturirono dal pensiero laico e socialista tipico del movimento carbonaro dell’epoca e cercavano di diffondere nel popolo gli ideali di uguaglianza, libertà e fratellanza tipicamente massonici. La massoneria all’epoca aveva una diffusione capillare all’interno del Principato Citeriore e nella sola Sala Consilina esistevano tre logge che raggruppavano  i notabili e gli intellettuali locali ”. Quale fu il rapporto con il fascismo? “Il fascismo guardava con simpatia le organizzazioni operaie, ma cercava di inglobarle nel sistema. Le società operaie erano costrette a confluire nelle organizzazioni del dopolavoro fascista o a scomparire. Così fu anche per la nostra. Una parte dei membri confluì nell’Opera Dopolavoro, mentre altri costruirono il locale Fascio del Lavoro. Solo nel dopoguerra la Torquato Tasso si ricostituì, con lo Statuto originario”. La società di Sala aveva rapporti con altre strutture simili? “Si, in tutto il territorio nazionale ed anche all’estero. Inoltre dei soci emigrati negli Stati Uniti fondarono  una filiale a New York e cominciarono a inviare parte delle loro rimesse anche alla società madre a Sala”. Quale funzione puo’ avere oggi la Torquato Tasso? “Sicuramente è un luogo di aggregazione e di memoria. Costituisce un polo di diffusione dei valori sociali, anche con l’organizzazione di  eventi. Il Comune ci ha affidato una cappella gentilizia appartenuta alla famiglia Bigotti,  già utilizzata nell’800  per le riunioni della società,  affinchè la utilizzassimo per organizzarvi la nostra sede ed un piccolo museo”. Le faccio i miei auguri e lunga vita alla Torquato tasso!“Grazie, venga a trovarci”. “Non mancherò”.

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