Azienda Improsta - Pareggio di bilancio - I fatti

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AZIENDA IMPROSTA

PAREGGIO DI BILANCIO
Il successo di Gennaro Rizzo
di Carmine De Nardo

L’ Azienda Agricola Sperimentale Regionale “Improsta” di Eboli è un centro pilota di servizi avanzati nel sistema agroalimentare. Dispone di un territorio di 135 ettari in cui sono collocati edifici di notevole interesse storico-architettonico come il palazzo Farina e l’ antica bufaleria. La gestione dell’ azienda è affidata al Consorzio per la Ricerca Applicata in Agricoltura (C.R.A.A.), un’ associazione senza fini di lucro che annovera tra i suoi soci l’ Università degli studi Federico II di Napoli, l’ Università degli studi del Sannio, l’ Università degli studi di Salerno e la Eureco Spa. “Per migliorare l’ impegno gestionale dell’ azienda - afferma l’ institore Gennaro Rizzo - per il terzo anno consecutivo è stato redatto il bilancio sociale, che, essendo un indispensabile strumento di democrazia, oltre a rappresentare il racconto della vita e dell’ attività aziendale, consente alle altre istituzioni e ai cittadini il controllo e la possibilità di dare suggerimenti”. Gli obiettivi raggiunti sono stati tanti: “Il pareggio di bilancio con l’ incremento delle entrate e la riduzione del contributo regionale; gli interventi di ristrutturazione degli edifici storici; la razionalizzazione delle colture sperimentali e l’ avvio di nuovi progetti”. Il direttore Pasquale Silenzio, consulente EEPP presso l’ Azienda Improsta, riferisce nella pubblicazione del bilancio sociale 2014: “In linea con la profonda trasformazione delle istituzioni pubbliche che c’ è stata negli ultimi anni, l’ attività amministrativa dell’ azienda ha perseguito gli obiettivi indicati dalle nuove normative, basate su criteri di economicità, efficacia, imparzialità e trasparenza. I cittadini sono diventati così sempre di più i tutori di un’ amministrazione partecipata. Andrebbe sollecitato l’ introduzione di un vero e proprio obbligo giuridico della redazione del bilancio sociale attraverso lo strumento legislativo per evitare, come ancora accade, che molti enti sfuggano a questo necessario adempimento. Anzi bisognerebbe introdurre il bilancio partecipato, uno strumento ancora più efficace per la comprensione dell’ attività pubblica soprattutto in tempi di crisi economica e morale.
 
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