Cilento - Il raduno del bracco italiano - I fatti

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Cilento - Cannalonga
IL RADUNO DEL BRACCO ITALIANO
Presenti i giudici internazionali Giovanni Barbieri e Giovanni Capone
di Rosanna Palumbo

Nell’incantevole cornice della piazza di Cannalonga, il 20 giugno, si è tenuto l’ottavo “Raduno Amatoriale Bracco Italiano”. Questa manifestazione ha avuto il pregio di avvalersi di due noti giudici internazionali ed esperti di razza - Giovanni Barbieri e Giovanni Capone - ed ha ospitato i delegati di Lazio, Sicilia, Puglia, Calabria e Campania. Il dottor Luigi Spera nel porgere i saluti della Federcaccia, ha tratteggiato, in modo sintetico, ma molto preciso, la figura del Bracco italiano, definendolo “cane da fucile”. L’organizzatore ed ideatore Mimmo Pizzolante, con il suo inesauribile entusiasmo e la sua immensa passione, è riuscito a trasformare Cannalonga, da piccolo e un po’ sonnolento paese del Cilento, in un piacevole ed effervescente punto di riferimento per amanti del bracco italiano. Per alcune ore in piazza e nel campo sportivo, dove si sono tenute le selezioni, molti splendidi esemplari di questa razza si sono messi in mostra con la nonchalance, la fierezza e la giocosità ( quella dei cuccioli !) che li contraddistingue. I cani adulti stavano seduti o passeggiavano completamente rilassati con i loro padroni o si abbeveravano in modo chiassoso, quasi fosse un gioco, alla fontana che adorna la piazza, creando così un’atmosfera allegra e serena. Il bracco è affettuosissimo e leale; il contatto con il padrone non gli basta mai: una tenera cucciola di nome Becca si è fatta tenere in braccio per quasi un’ora addormentandosi, con un’ abbandono ed una fiducia fanciullesca, sulle gambe della padrona. Il legame amorevole che c’è tra la maggioranza delle coppie cane-uomo fa capire chiaramente che questi cani non vengono considerati dei meri strumenti di caccia. Il dottor Barbieri, appassionato cacciatore, riprendendo la definizione di “cane da fucile “ del Bracco, ha aggiunto che esso è un cane da amatore, di nicchia e non di massa, evidenziando la peculiarità di questo animale che riesce a riunire nei medesimi soggetti tipicità comportamentali e tipicità morfologiche. Infatti, oltre che per l’aspetto seducente e per l’accattivante dolcezza della sua espressione, la razza si distingue per l’attitudine all’andatura di trotto con cui sviluppa sorprendente velocità, frutto di una spettacolare spinta del posteriore. Infine, e in modo molto severo, il dottor Barbieri si è lamentato dell’abbassamento sia morfologico che morale della qualità della razza, affermando che: “Bisogna spezzare il cerchio magico giudici-allevatori-conduttori per ridare dignità alla razza, affinché sia ottimamente funzionante per la finalità alla quale la morfologia del bracco è legata: la caccia! “.I vincitori di questa edizione sono stati: dottor Santo Laro con Torero della Croccia, uno splendido roano marrone, vincitore esposizione, hanno vinto la prova di lavoro Giorgio Ziron con Ayrton dei Sanchi,un atletico bracco di taglia media, con spiccato istinto di ferma e riporto naturale molto sviluppato.
 
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