di Rosalba Scorzelli
Non appena ti scelsi, fra tante, diventasti la mia ombra, una compagna che è stata al mio fianco per tanti lunghi anni.
Eri bella, allora , di ottima fattura, pregiata di nome e di fatto.
Certo, all’inizio ti ho trattata con grande delicatezza e ti ho chiesto di starmi sempre vicina, di aiutarmi, di fare per me molte cose e tu, in silenzio, discreta come sei, mi hai sempre accontentata.
Sei stata con me in situazioni tristi e liete, hai conosciuto i miei pensieri, mi hai vista piangere e ti sei intrisa delle mie lacrime, mi hai sentita imprecare e ti si è accapponata la pelle, ma hai vissuto con me anche i momenti delle soddisfazioni, hai gioito con me per le dimostrazioni di affetto e di gratitudine, e per qualche successo.
Essendo sempre stata sollecita alle mie richieste senza mai lamentarti, col tempo, ho cominciato ad approfittare di te, della tua disponibilità, ho appesantito i tuoi giorni, ti ho trascurata, a volte dimenticata, perché presa da tanti pensieri e impegni.
Ti ho abbandonata tante volte!
E quando ti ho cercata e ritrovata, non ti ho chiesto neanche scusa ; ero contenta di trovarti, ma forse solo perché mi servivi: senza di te mi sarebbe stato difficile andare avanti, perché tu conoscevi tutto di me, dei miei impegni, dei miei pensieri dei miei segreti che hai sempre saputo ben custodire.
Oggi, però, credo di averti dato un grande dolore quando ti ho detto che non avrei più avuto bisogno di te.
Ti ho guardata e ti ho trovata più trascurata del solito, ingrassata, anzi, ingrossata, appesantita e quasi sporca e ti ho detto :
” Non dispiacerti, ma oggi le nostre strade si dividono, ti libero dagli ingombri, ti ridò aria, puoi tornare a respirare.”
Alle mie parole non mi sei sembrata felice, sei rimasta a bocca aperta, svuotata, muta e a quel punto soltanto ho provato per te tanta pena, ma anche tanto amore, lo stesso di quando ti ho visto per la prima volta e ti ho scelta.
Allora, con cura ti ho avvolto con la dolcezza e il profumo del mio latte detergente ho cosparso il tuo corpo con delicatezza e al tocco gentile delle mie mani sei rinata, ti sei lasciata coccolare, ti sei crogiolata un po’ al sole, poi mi hai sorriso, mi hai perdonato e mi hai detto quanto bene mi hai voluto…
Ma sappi che te ne ho voluto anch’io tanto e te ne vorrò, e ti sono riconoscente per tanto affetto e tanta compagnia, mia cara borsa della Scuola!





