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di Titty Ficuciello

 

Metastatiche: non è il titolo di un film di Federico Fellini, né  di un libro fantasy; è una condizione esistenziale di enorme rilevanza sanitaria e assistenziale, ma anche sociale e culturale, psichicamente ed emotivamente forte.

Oltre 37.000 donne convivono con una diagnosi di tumore al seno metastatico e il numero aumenterà nei prossimi anni grazie alle terapie sempre più efficaci.

Il tumore al seno metastatico è una malattia curabile, sebbene non ancora guaribile, sembra una contraddizione però sottolinea un’importante differenza: una malattia curabile è tenuta sotto controllo con terapie mirate assistendo talvolta ad una remissione dei sintomi che non significa però totale guarigione. Chi ne è colpita  deve sottoporsi a controlli continui e con adeguate terapie si possono ridurre molto gli effetti collaterali di alcuni di questi trattamenti.

La buona notizia è che oggi è possibile convivere con il tumore al seno metastatico e avere una buona qualità della vita per molti anni, soprattutto se è precocemente diagnosticato.Questo e molto altro è lo stato dell’arte emerso dal convegno – Le Metastatiche. Uno sguardo al futuro-tenutosi venerdì 7 giugno presso la facoltà di medicina dell’Università di Salerno. Tra i relatori, Stefano Pepe, professore di oncologia all’Unisa e direttore dell’unità operativa di oncologia, Clementina Savastano del dipartimento di oncoematologia dell’azienda ospedaliera S. Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, Antonio Mollo direttore della clinica ostetrico ginecologica dell’Unisa, Loredana Pau, consigliera e coordinatrice di Europa Donna, Marco Preziuso, biologo nutrizionista, Michelino De Laurentiis, direttore dell’oncologia senologica dell’ospedale Pascale di Napoli e Carlo Iannace responsabile della Breast Unit dell’ospedale Moscati di Avellino. Dopo i saluti di Carmine Vecchione preside della  facoltà di medicina dell’Unisa e di Maria Basile presidente dell’Associazione Noi In Rosa Aps, organizzatrice dell’evento, la consigliera Pau ha portato i saluti di Europa Donna e anche l’entusiasmo e il sostegno di questa organizzazione che annovera le associazioni territoriali iscritte  creando un movimento per i diritti nella prevenzione e la cura del tumore al seno. Nato nel 1994 da un’idea del prof. Veronesi e dalla European School of Oncology – prima in Italia poi diffusosi in 47 Paesi Europei, rivolge la sua attività alle donne, con le oltre 140 associazioni attive in Italia sul tema del tumore al seno, le istituzioni e la comunità scientifica. Europa Donna ha elaborato un manifesto per portare avanti una battaglia di salute e civiltà a favore delle metastatiche per cure più efficaci e migliore qualità di vita.

Il prof. Pepe ha sottolineato l’importanza  dei gruppi di lavoro. “Nonostante i 26 sistemi unitari – dice Pepe -si cerca di andare avanti in modo uniforme, esistono però dei problemi all’interno del gruppo multidisciplinare. Occorre tenere sempre presente l’individuo, non la malattia, per superarli.”

Il prof Mollo, ha affermato che a Napoli la realtà associativa è meno presente e la dottssa Savastano hasottolineato lo stato d’animo impaurito e spaventato delle pazienti che devono essere sostenute con percorsi psicologici mirati. Interessante anche la relazione di Preziuso sull’alimentazione che certamente influisce notevolmente sul percorso terapeutico delle pazienti poiché alcuni alimenti e le loro caratteristiche possono aiutare o altrimenti contrastare il processo curativo, con una dieta stop-eat-stop, prima durante e dopo la chemioterapia.

Il prof De Laurentiis del Pascale ha evidenziato la necessità di saper parlare alle pazienti ed essere consapevoli che quando si accoglie una donna si accoglie l’intera famiglia con essa. Il prof De Laurentiis nel recente congresso mondiale dell’American Society of Clinica Oncology  a Chicago, ha ricevuto un prestigioso riconoscimento dalla comunità scientifica e dall’ Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione G. Pascale,  sui risultati terapeutici portati avanti dalla sua èquipe sul tumore al seno avanzato o metastatico nelle donne giovani o giovanissime. – “ L’obiettivo è la cronicizzazione del tumore metastatico – dice De Laurentiis- e non impressioniamoci delle notizie miracolistiche che spesso leggiamo sui media sensazionalistici e basta con i viaggi della speranza altrove e soprattutto al Nord,  #iomicuroalSud non dev’essere solo un ashtag.

Carlo Iannace ha chiuso l’incontro tra le tante domande e interventi del pubblico numeroso con un  messaggio positivo “ cercare di non rendere invalidi le donne con l’asportazione chirurgica,  creare sempre più èquipe multidisciplinari che comunichino tra loro e aggregarsi in associazioni per la lotta al tumore alla mammella. Occorre però uscire dal commissariamento – dice Iannace- se vogliamo davvero superare tutte le problematiche e raggiungere gli obiettivi prefissati.”

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